Oggi CLICKFOR_OSTIA ha incontrato un fotografo ostiense che vanta moltissimi anni di esperienza, visto che praticava già in età adolescenziale ed ha continuato fino ad affermarsi come fotografo di matrimoni, ritratto, eventi, reportage…insomma: tutti i generi che noi habitué di Instagram e conseguentemente amanti di questa arte sappiamo possa mettere a disposizione. Parliamo ovviamente della sua vita da professionista ma cerchiamo anche di sapere come mai abbia deciso di mettere a disposizione degli altri le sue conoscenze in questo mondo fin troppo comune nell’attuale periodo “social”.

 

Ciao Luca, intanto grazie per essere con noi, innanzi tutto una domanda d’obbligo: come è nata questa passione e l’hai continuata da autodidatta o hai fatto studi specifici?

Ciao Fabrizio, possiamo dire che io sia cresciuto con la fotografia, ho frequentato il famoso cine-tv Rossellini e sono stato rapito dal mondo della fotografia, considera che all’età di 15 anni ho imparato a sviluppare, stampare e all’uso di qualsiasi tipo di fotocamera.

 

Ti ricordi la tua prima fotografia?

Certo! Avevo 10 anni durante una gita con la scuola. I miei genitori mi dotarono di compatta automatica con pellicola 110, causa pioggia non scendemmo dal pullman, risultato… una schiera di fotografie mosse che però non mi fecero desistere dal fare questo lavoro.

 

Di cosa ti occupi?

Sono un fotografo con molti anni di esperienza, mi sono occupato di fotografia sportiva (calcio, sci e rally), di fotografia di cerimonia, di fotografia di teatro e danza, non per ultimo lavoro nel laboratorio fotografico della Biblioteca Apostolica Vaticana e mi occupo di riproduzione di manoscritti, macro fotografia per indagini diagnostiche e multi-spettrale.

 

Quale tra i grandi della fotografia ti ha colpito di più?

Da principio Ansel Adams e le sue vedute dei parchi americani, successivamente la perfezione di Helmut Newton e gli istanti di Henri Cartier Bresson.

 

Altra domanda d’obbligo perché la faccio a tutti gli intervistati: qual è la tua attrezzatura? Hai più set che usi a seconda dell’occasione o uno standardizzato per tutte le occasioni? E, soprattutto, qual è il tuo preferito?

Fondamentalmente per l’utilizzo in esterno adopero due fotocamere entrambe Canon, la 1 DX per reportage, sport, teatro e danza e la 6d per la ritrattistica in genere. Abbinate alle seguenti ottiche: sigma art 24-35 f2, canon f 70-200 f2.8, canon 50 f 1.4 e canon 15 f 2.8 fisheye, mentre in Biblioteca Vaticana utilizzo prevalentemente Nikon D800 e D800 modificata per IR (senza filtro passa basso) con 60 e 105 macro, oltre a questa attrezzatura ho una cinepresa digitale canon C100 mk 2… ma questo è un altro sport!

 

Sei un fotografo che scatta solo in occasioni particolari (eventi, matrimoni…) o non esci mai di casa senza la tua “bambina”?

Devo essere sincero, a meno che non vada in posti particolari tendo sempre a lasciare l’attrezzatura a casa anche per staccare un po’ e dedicarmi alla famiglia. Non ti nascondo che mi sono messo a disposizione con i miei figli per qualsiasi questione inerente alla fotografia senza però forzarli.

 

 

Ora passiamo al tuo corso, visto che hai deciso di insegnare questa arte attualmente troppo inflazionata grazie ai social e, soprattutto, alle possibilità sempre più alla portata di tutti nell’acquisto di attrezzatura “entry level” già di buon livello o con l’uso di dispositivi come gli smartphone che fanno decenti foto:

 

Innanzi tutto, una domanda che molti mi fanno quando si parla di “studiare fotografia”: perché partecipare ad un corso di fotografia?

La fotografia, grazie alle nuove tecnologie, è alla portata di tutti che hanno l’opportunità di sperimentare e giocare e mettere a frutto la propria fantasia. Affermatosi come mezzo di comunicazione la fotografia racconta il quotidiano, gli stati d’animo e molto altro. Partecipare ad un corso di fotografia in questo periodo storico vuol dire quindi avere la possibilità di creare, con cognizione di causa, immagini rappresentative del proprio essere. Ai miei studenti dico sempre che un conto è creare una fotografia come la si desidera e un conto è farla per caso.

 

Quindi questo non è il tuo primo corso…

Non lo è, ho fatto la mia prima esperienza da docente di fotografia due anni fa con buoni risultati ma con un inaspettato impegno, dover insegnare a chi parte da zero nozioni che si danno per scontate non è affatto semplice. Sono soddisfatto del lavoro svolto consapevole delle possibili migliorie apportabili.

 

Un’altra domanda che si fanno molte persone che vogliono accedere ad un corso: quale fotocamera scegliere?

Questa è la madre di tutte le domande! Un novizio deve innanzitutto valutare il budget a disposizione e subito dopo capire quale tipo di fotografia si appresta ad esplorare. Indubbiamente il futuro è delle mirrorless e per chi si approccia alla F. sono le più adatte, compatte, duttili e con la possibilità di effettuare anche i video. Personalmente sono ancora legato alla reflex per la sicurezza che mi trasmette.

 

Sei quindi restìo all’uso dello smartphone come linguaggio fotografico?

E’ un linguaggio che mi è sconosciuto ma sono dell’opinione che se consideriamo la fotografia a 360° lo smartphone ha la sua percentuale di estimatori che rispetto.

Da fotografo abitudinario quale sono preferisco avere il totale controllo sulla mia attrezzatura.

 

Quanto incide la propria esperienza e quanto invece deve essere importante SAPER insegnare?

Respirando fotografia già dall’adolescenza posso dire di aver conosciuto sia ottimi fotografi che ottimi insegnanti, e non sempre coincidevano. Dalla mia esperienza ho imparato che per insegnare ci vuole passione, pazienza e capacità espositive.

 

Quanto influisce la post-produzione nella fotografia moderna?

Con l’avvento del digitale la fotografia è cambiata radicalmente perché l’approccio non è più volto ad ottenere un’immagine più equilibrata possibile ma a secondo della fotocamera a mio parere si cerca di produrre un’immagine migliore per essere “lavorata”. Infatti, con la post produzione digitale e con pacchetti di filtri specifici esempio “Nik collection”, si possono ottenere immagini enfatizzate ed estremamente accattivanti. La riuscita di tali immagini dipende dal gusto del fotografo.

 

Concludo con una domanda alla Marzullo: nasce prima la passione fotografica e, quindi, la voglia di fare un corso o il corso ti accende la passione per questa arte?

Un corso in genere è un’occasione per imparare e scoprire, credo che ci si possa approcciare sia essendo appassionati che curiosi. Soltanto provando si può capire se una cosa può fare a caso nostro.

 

Ringraziamo Luca Giulianelli e ricordiamo il link del corso e i riferimenti social: facebook (https://www.facebook.com/luca.giulianelli.94) e instagram (@lucagiulianelliphotographer)

 

le seguenti foto sono prese da passati corsi tenuti da Luca Giulianelli e di autori vari:

Di FDO

Rispondi

Copyright @2022 - CLICK FOR ITALIA