Luoghi fuori dal comune Lago di Varese

Luoghi fuori dal comune Lago di Varese

In questo momento che la pandemia ha ridisegnato i nostri orizzonti e ha cambiato il nostro concetto di viaggio, riscoprire – o propriamente scoprire – luoghi della propria zona e provincia è diventato un must Le gite fuori porta sono diventate il nostro modo di evadere dalla monotonia del quartiere e di uscire a prendere una boccata d’aria durante i numerosi lockdown, lasciando per qualche ora i nostri comodissimi divani.

Per chi, come me, ha la passione della fotografia, per chi era abituato a viaggiare e passare i weekend fuori, per chi non ha l’opportunità di lavorare ed è stufo di sperimentare variegate ricette e ha finito la fantasia per hobbies e sport estremi tra bagno e salotto, visitare luoghi “nelle vicinanze” è diventato vitale. 

E in Italia possiamo essere considerati dei privilegiati perché, anche in quelle zone fuori dai classici circuiti turistici per cui il nostro Bel Paese è apprezzato in tutto il mondo, ci sono bellezze e angolini che non avremmo mai immaginato e che vale la pena scoprire e valorizzare.

Se, appena un anno, fa le mete più instagrammabili e più cliccate erano quelle esotiche ed esclusive, oggi ognuno di noi ha imparato che “a due passi da casa” possiamo trovare luoghi in grado di farci ridere gli occhi. 

Parola di un’assistente di volo di lungo raggio momentaneamente a terra. 

Per cui, in attesa di ritornare a viaggiare presto e prima di superare di nuovo confini nazionali percorrendo chilometri tra cieli e terre, diamo un’ occhiata a quel che offre il nostro territorio e scopriamo qualche posticino carino dove trascorrere qualche ora immersi nella natura, lontani da stress e frenesia. 

Anche Varese e la sua provincia offrono questa possibilità di evasione e di scoperta, grazie ai numerosi laghi che si estendono su tutto il territorio, alla prossimità delle montagne, ai borghi che si arrampicano intorno al capoluogo e ai parchi disegnati lungo fiumi e canali che percorrono la pianura varesina. 

In questo articolo ho scelto di proporvi un itinerario che comprende più luoghi e che vi offre sia la possibilità di passeggiare sia di pedalare (mountain bike e citybike sono entrambe perfette) in completa libertà e sicurezza. 

Sto parlando della Pista Ciclopedonale del Lago di Varese, un percorso paesaggisticamete suggestivo che corre per 27 km intorno al perimetro del lago. 

La pista è quasi interamente asfaltata e in piano, con possibilità di soste presso diversi punti panoramici e panchine disseminate lungo tutto il percorso. 

Il tempo di percorrenza varia a seconda delle soste e dell’ allenamento personale. 

Con la bici in media, ad una velocità di 27km/h, ci si impiegano due ore.

 

Per chi, invece, decide di mettersi in cammino  con una macchina fotografica al collo,  consiglio di dividere l’itinerario in più visite e in diverse ore delle giornata, per immortalare spunti paesaggistici e luci differenti. 

La ciclopedonale tocca diverse località, ognuna delle quali offre qualcosa di caratteristico che merita una tappa o una fotografia, mentre le acque limpide del lago regalano scenari stupendi incorniciati dalle vicine montagne.

Inoltre, se doveste aver bisogno di compagnia, il Lago di Varese ha il record di presenze, grazie ad un habitat particolarmente favorevole, di bellissimi cigni, uccelli ormai storici e sempre in aumento. Basterà cercarli tra i canneti e intorno ai pontili per poterli fotografare. 

Al tramonto le loro silhouette sono uno spettacolo unico. 

Per accedere al percorso ci sono diversi punti, quello più comodo si trova in località Schiranna, dove si trova un ampio parcheggio, ma anche Gavirate, Biandronno, Cazzago Brabbia e Azzate. 

Ed è proprio nella località di Azzate, che una piccola deviazione dal percorso principale conduce ad un angolino poco conosciuto, ma molto suggestivo: il porticciolo (foto).

Per raggiungerlo bisogna imboccare la strada sterrata segnalata da un divieto di transito e una sbarra. In pochi minuti si giunge in un luogo molto romantico tra barchette colorate e un bellissimo pontile in legno da cui si apre la vista sul lago e sul Campo dei Fiori. 

Sempre sulla sponda meridionale del Lago, a pochi chilometri dalla Schiranna e da Azzate, si trova un altro grazioso porticciolo: quello di Cazzago Brabbia. 

Da questa piccola baia di pace e tranquillità si ammira uno dei più bei panorami sul Lago e i tramonti sono mozzafiato (foto), con l’inconfondibile sagoma del Campo dei Fiori, di fronte, e il maestoso Monte Rosa, sulla sinistra. 

La pista ciclabile in questa località percorre alcuni suggestivi tratti immersi nei boschi della Riserva Naturale Palude Brabbia e sbuca davanti a tre strutture cilindriche in pietra risalenti al XVIII sec: le ghiacciaie. 

Queste strutture, con tetti di forma conica simili a dei trulli, ricordano in tutta la loro imponenza il periodo antico in cui il Lago di Varese era il più pescoso d’Europa.

Questi luoghi venivano di volta in volta riempiti con lastroni di ghiaccio che i pescatori di Cazzago arpionavano con uncini per trasportarli nelle loro barche e trasformati in frigoriferi. Persa la loro funzione originaria, sono divenute il vero e proprio simbolo del lago e dell’antico splendore.  

 

Un’altra località degna di nota e di tappa, è il Belvedere di Gavirate, riaperto da un paio di anni dopo piccoli interventi di manutenzione.

Il Lungolago Virginia è una delle mete predilette, soprattutto dai più giovani.

Grazie alla sua forma e alle due “braccia”, che si spingono verso il centro del lago, quando lo si percorre si ha la sensazione di camminare sull’acqua.  

Diversi punti di ristoro a Gavirate, Galliate Lombardo, Capolago, Schiranna e Groppello, Cazzago Brabbia. 

In questo periodo sono soggetti alle restrizioni vigenti per l’emergenza covid, per cui si consiglia la famigerata e  riscoperta merenda al sacco, per momenti di convivialità a portata di mano. 

Che dite, sono riuscita a portarvi in un posto fuori dal comune?

(Dpcm permettendo)

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